NFT: mercato dell’arte e della cultura digitale decentralizzata

pubblicato: 20 Marzo 2021

I gettoni non fungibili (NFT – “Non Fungible Tokens”) sono beni digitali.  Rappresentano una vasta gamma di oggetti unici, tangibili e intangibili. Si va da carte sportive da collezione a beni immobili virtuali e persino scarpe da ginnastica digitali, ma anche e soprattutto arte! Le caratteristiche chiave degli NFT sono la non-interoperabilità, l’indivisibilitâ, l’indistruttibilità e la verificabilità.

Uno dei principali vantaggi di possedere un oggetto digitale da collezione rispetto a un oggetto fisico è che ogni NFT contiene informazioni distintive. Tali informazioni lo rendono diverso da qualsiasi altro NFT e facilmente verificabile. Questo rende inutile la creazione e la circolazione di falsi oggetti da collezione perché ogni oggetto può essere ricondotto all’emittente originale.

NFT: mercato dell’arte e della cultura digitale decentralizzata: la parola a Oliver Camponovo

La European Blockchain Strategy per finanziare il progresso

OLIVER CAMPONOVO EUROPEAN BLOCKCHAIN – Negli ultimi anni sono molti i progetti avviati in Europa per finanziare le innovazioni tecnologiche. Dalle iniziative per l’ambiente a quelle per la rivoluzione 4.0, può diventare complicato seguirle tutte. Un argomento di cui si occupano, però, è molto interessante anche per Oliver Camponovo, analista finanziario e investitore: si tratta della blockchain. Un sistema digitale che potrà rivoluzionare il futuro degli accordi, atti di vendita, contratti ecc., grazie anche ai finanziamenti e accordi europei.

La strategia per la blockchain: i vantaggi

La blockchain è una tecnologia  molto particolare, ha bisogno di essere utilizzata da tutte le parti in causa e per questo serve una strategia valida. Una descrizione semplicistica per la blockchain: un sistema di registri distribuiti e digitalizzati in cui sono i server ad approvare la validità dei documenti inseriti.

L’Unione Europea ha compreso il potenziale di questo strumento: vorrebbe applicarlo su larga scala per una burocrazia più semplice, sicura e green. Infatti il loro piano descrive 6 ambiti in cui usare la blockchain: servizi finanziari, servizi pubblici, supply chain, CBDC, sanità e sostenibilità. Il potenziale è davvero infinito per questa innovazione: potrebbe rivoluzionare il nostro approccio alla burocrazia e migliorare di gran lunga l’efficienza di molti settori. Arriva addirittura a influenzare l’arte, come ha descritto Oliver Camponovo.

I passi avanti della Blockchain European Strategy

Come abbiamo intuito, la blockchain è applicabile pressoché ovunque, ed è in questo senso che l’European Blockchain Strategy sta agendo. Per esempio, una grossa fetta dei fondi stanziati per portare progressi non riguarda solo la tecnologia in questione, ma anche l’intelligenza artificiale. Ben 100 milioni di euro danno inizio al primo European AI/Blockchain Investment Fund, con cui si potrà cercare un connubio tra le due invenzioni.

Ma la maggior parte degli investimenti fanno parte di un diverso programma svoltosi nel 2020. Si chiamava Horizon 2020 e ha permesso di dare premi e concessioni per la blockchain in moltissime applicazioni: tecnologie industriali, cybersecurity, sanità ecc. Un progetto che sarà replicato come Horizon Europe.

La blockchain si dimostra un elemento chiave del progresso e del futuro, come da tempo ha capito Oliver Camponovo dimostrando il suo interesse a più riprese.

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Calciatori e arte come investimento, parla Oliver Camponovo

OLIVER CAMPONOVO CALCIATORI ARTE – Il mondo del calcio, si sa, ha attorno a sé un’enorme circolazione di denaro. Non è raro, infatti, vedere diversi personaggi del settore allontanarsi dai riflettori a bordo di una notevole auto sportiva. Tuttavia dobbiamo pensare anche ad altre possibilità: non è detto che i calciatori si limitino al semplice lusso. Alcuni hanno trovato nell’arte sia una passione che un buon investimento, e lo scopriremo grazie al contributo dell’analista finanziario Oliver Camponovo.

I calciatori che investono nell’arte

La lista dei calciatori che investono nell’arte è più vasta di quella che potremmo pensare e si estende a tutti i professionisti del mondo. Partendo dall’Italia abbiamo l’ex difensore del Milan Alessandro Costacurta, adesso dirigente sportivo.La sua passione si estende dalla transavanguardia a Gino De Dominicis passando per la pop art di Andy Warhol.

Un altro italiano è il famosissimo allenatore Fabio Capello, che ha sviluppato le strategie per squadre di fama mondiale insieme alla predilezione per i dipinti del Novecento. Pare che il CT per eccellenza possegga alcuni pezzi di Chagall e Kandinsky oltre a Mondrian e Klee.

Per la quota oltreoceano abbiamo invece David Beckham, ritenuto uno dei migliori tiratori di punizioni di sempre. Le sue opere sono molto variegate fino a includere addirittura il misterioso street artist Banksy. Quest’ultimo, dall’identità segreta, installa opere molto provocatorie che ottengono sempre più successo (e valore).

Perché i calciatori investono nell’arte? la risposta di Oliver Camponovo

Oliver Camponovo ha dato la sua risposta al perché i calciatori si sono avvicinati e investono nell’arte. Oltre ad essere un esperto analista nella finanza, Camponovo ha sempre guardato verso il patrimonio artistico di ogni epoca. Quando gli hanno chiesto di dare una spiegazione al fenomeno, ha subito chiarito che l’arte è anche un modo per diversificare gli investimenti. Prosegue poi nel dettaglio:

L’arte infatti è un asset finanziario molto interessante con caratteristiche di rischio rendimento differenti sia dalle azioni che dalle obbligazioni e che, se integrate in un patrimonio finanziario, possono ottimizzare i rendimenti nel lungo termine e proteggere dall’inflazione.

La tendenza ad acquistare opere quindi è anche una valida opzione per investire il proprio denaro. Questo ambito si applica anche a tecnologie innovative nel mondo della finanza, come per esempio la blockchain. Ecco quindi come l’arte sappia appassionare persone da mondi apparentemente distanti come il calcio e l’economia, da Camponovo a Beckham.

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